L’ultima partita

Rincorrere un pallone insieme agli amici è uno dei ricordi più tipici dell’infanzia e dell’adolescenza. Perfino durante una guerra, un gesto così semplice può regalare momenti di spensieratezza e libertà.

Forse proprio quel senso di liberazione era ciò che inseguivano quattordici bambini, di età compresa tra i 6 e 14 anni, il 16 settembre 1943 a Buccino, paese in provincia di Salerno. Lo sbarco degli alleati durante l’operazione Avalanche c’era stato solo una settimana prima e continuavano i combattimenti contro i tedeschi che si ritiravano lentamente. A Buccino, forse ritenendo che il peggio fosse ormai passato, gli abitanti si concedevano dei momenti di svago nella piazzetta principale, quella di S. Vito. Ma proprio qui la vita di quei quattordici bambini finì. 

Verso le ore 17:50 una formazione della Royal Air Force (RAF) composta da 12 bombardieri del 223° squadrone, accompagnati da altri 12 del 55° e scortati da 12 caccia, sorvolò Buccino. Un aereo passò proprio sopra la piazzetta e Giuseppe, il più grande tra i ragazzi, decise di interrompere il gioco, prese il pallone di pezza e insieme ai suoi tredici compagni salutò l’aereo inglese in avvicinamento. Il pilota ricambiò aprendo il fuoco con due scariche di mitraglia che fecero cadere i piccoli al suolo. Qualche minuto dopo cominciarono i bombardamenti. Piazza S.Vito che un attimo prima si ritrovava ad essere punto di passatempo per il paese, era caduta nel silenzio, spezzato poi dalle urla di profondo dolore delle madri. 

L’obiettivo degli alleati era colpire i nazisti che ritenevano fossero stanziati nel paesino, localizzati qualche giorno prima dagli aerei anglo-americani. I tedeschi, dal canto loro, avendo già deciso di ritirarsi e, dopo aver requisito la maggior parte del cibo presente erano fuggiti via. Il bilancio delle vittime salì a 53, oltre 150 feriti, per lo più anziani ma anche donne e bambini visto che gli uomini erano al fronte.  Si racconta che non essendoci più legno, nemmeno per fabbricare le bare, le donne di Buccino chiesero aiuto al vicino paese di San Gregorio Magno, trasportando poi queste casse a piedi per sei chilometri. 

monumento in ricordo ai caduti in piazza S.Vito,

Per questa strage di innocenti nessuno fu colpevole e nessuno venne condannato. È una delle tante storie avvenute nel mezzogiorno d’Italia al tempo del secondo conflitto mondiale che sono state, purtroppo, dimenticate. Un evento di cui si sono perse le tracce, finché l’interesse recente degli storici locali non ha portato a riscoprirne le tracce negli archivi inglesi, in particolare nell’Imperial War Museum, dove è conservato un rarissimo filmato del bombardamento, ripreso da un soldato inglese a bordo di uno degli aerei. Sono passati quasi 80 anni da quel giorno che Buccino però non dimentica, come attestano le numerose testimonianze di chi ha vissuto questa vicenda. Come la storia di Maria Cipriani che abitava proprio in piazza S. Vito, la quale ricorda di come amava guardare quei bambini giocare lì, tra questi anche il fratello minore di soli 10 anni, e che proprio quel 16 settembre 1943 perse la vita. 

Per mantenere vivo il ricordo di questo episodio è stata messa in scena una produzione teatrale dal titolo “Il pallone di pezza”, per la regia di Vito Cesaro, tratta dal libro “Vite di gioco” di Enzo Pandolfi.

Bibliografia:

Emanuele Catone, 16 settembre 1943…quando i padri seppellirono i figli (Buccino della Storia, 2013);

Angelo Pesce, Salerno 1943. “Operation Avalanche” (Albertelli, 1996)  ;

Paolo De Luca, “L’aereo aprì il fuoco sulla partita in piazza”, Repubblica, 13 settembre 2013: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2013/09/13/news/l_aereo_apr_il_fuoco_sulla_partita_in_piazza-66471856/

The last game

Chasing a ball with friends is one of the typical memories of childhood and adolescence. Even during a war, such a simple gesture can give people moments of light-heartedness and freedom.

Perhaps that sense of liberation was what fourteen children, aged between 6 and 14, pursued on 16th September 1943 in Buccino, a town in the province of Salerno. The landing of the allies during the Avalanche operation had taken place only a week before and the fighting continued against the slowly retreating Germans. In Buccino, perhaps believing that the worst was over, the inhabitants allowed themselves moments of leisure in the main square, that of S. Vito. But right here the life of those fourteen children ended.

At about 5:50 pm, a formation of the Royal Air Force (RAF) made up of 12 bombers from the 223rd squadron, accompanied by 12 others from the 55th  squadron and escorted by 12 fighters, flew over Buccino. A plane passed right over the square and Giuseppe, the eldest of the boys, decided to stop the game, took the rag ball, and together with his thirteen companions, greeted the approaching English plane. The pilot returned by opening fire with two shots of machine guns that knocked the little ones to the ground. A few minutes later the bombing began. Piazza San Vito, which a moment earlier found itself to be a point of pastime for the town, had fallen into silence, then broken by the screams of deep pain of the mothers.

The allies’ objective was to hit the Nazis who they believed were based in the village, located a few days earlier by Anglo-American planes. The Germans, for their part, having already decided to retire and, having requisitioned most of the food, had fled away. The death toll rose to 53, over 150 injured, mostly elderly but also women and children as men were at the front. It is said that since there was no more wood, not even to make the coffins, the women of Buccino asked for help from the nearby village of San Gregorio Magno, then carrying these crates on foot for six kilometres.

For this massacre of innocents no one was guilty and no one was convicted. It is one of the many stories that occurred in southern Italy at the time of the Second World War which have unfortunately been forgotten. An event whose traces have been lost, until the recent interest of local historians led to the rediscovery of traces in the English archives, particularly in the Imperial War Museum, in which a very rare video of the bombing is kept, taken by an English soldier aboard one of the planes. Almost 80 years have passed since that day, but Buccino does not forget, as evidenced by the numerous testimonies of those who lived this story. Like the story of Maria Cipriani who lived right in Piazza S. Vito, who remembers how she loved watching those children play there, including her younger brother, who was only 10 years old and lost his life on that 16th September 1943.

To keep the memory of this episode alive, a theatrical production entitled “Il pallone di pezza” was staged, directed by Vito Cesaro, based on the book “Vite di Gioco” by Enzo Pandolfi.

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Operazione Avalanche, 9 settembre 1943.
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