Grotte di San di Michele a Olevano, un rifugio sicuro nell’estate del 1943

Luogo, con un forte valore religioso e di devozione, meta di pellegrinaggio già durante il Medioevo con i Longobardi, la Grotta di San Michele ad Olevano sul Tusciano diventò un luogo importante, di protezione, per le tante persone che a causa dei bombardamenti fuggivano dalla pianura per trovare rifugio nelle zone montuose.

Le zone di Salerno-Battipaglia sono state teatro, non solo, dello sbarco degli alleati ma anche di numerosi scontri con le armate tedesche. Durante e dopo i giorni dello sbarco l’azione militare e distruttrice continuò da parte dei tedeschi, che cercarono di difendersi dagli attacchi anglo-americani. Tante persone decisero quindi di lasciare la propria casa, o quello che ne restava, per cercare di salvare la propria vita e quella dei propri cari.

Una descrizione e narrazione attenta, minuziosa e a tratti soggettiva ci arriva da uno dei testimoni oculari di quei giorni, Carlo Carucci. Originario di Olevano tornò nel suo luogo natio (Borgata Valle) da Salerno, insieme a sua moglie, proprio per cercare rifugio.

Carucci ci offre una descrizione giorno per giorno (dal 9 al 30 settembre) di ciò che lui e le altre persone vivono. Dall’alto dei monti di Olevano si possono vedere le avanzate degli eserciti e capire dalla lontananza o vicinanza dei colpi i luoghi interessati.

Nelle diverse grotte, visto che le chiese erano state distrutte, si celebravano Messe e si recitavano preghiere e rosari per affidarsi a Dio e chiedere il Suo aiuto.

La Grotta di San Michele, in quei giorni, divenne luogo di protezione non solo per le persone e i loro beni (animali o piccoli oggetti) ma anche per oggetti sacri.

La città di Battipaglia, infatti, fu rasa al suolo e a causa dei bombardamenti la chiesa di Santa Maria della Speranza (Santuario della cittadina dal 1980) crollò. Da quella distruzione uscì quasi intatta, perdendo solo tre dita della mano destra, la statua della Madonna che fu portata nella Grotta di San Michele il 25 agosto 1943. Solamente nell’aprile del ’44 la statua fece ritorno a Battipaglia, quando la chiesa fu riparata, seppur parzialmente.

La Grotta di San Michele conserva ancora oggi tutta la sua importanza, tanto da essere meta tuttora di pellegrinaggi soprattutto da parte degli abitanti di Olevano. Due sono gli appuntamenti importanti:

  • 8 maggio, festa patronale di San Michele Arcangelo;
  • 29 settembre, festa patronale di San Michele Arcangelo con la cerimonia nella grotta dell’Angelo.

La Grotta, nel 2017, è stata protagonista di un vasto incendio che però non ha danneggiato né essa né gli affreschi longobardi ancora visibili al suo interno.

Altare e Statua San Michele

Bibliografia

C. Carucci, La Battaglia di Salerno settembre 1943

Sitografia

https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/salerno/notizie/cronaca/2013/9-settembre-2013/parte-valanga-lo-sbarcoil-mare-nascosto-migliaia-navi-2222986958781.shtml

https://www.agendaonline.it/salerno/comuni/battipaglia.htm

http://www.olevanosultuscianoarte.it/2017/01/15/grotta-dellangelo-san-michele/

https://www.grottadisanmicheleolevano.it/storia.html

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